ROBERT GLASPER EXPERIMENT QUARTET
ROBERT GLASPER, piano
DERRICK HODGE, contrabbasso
CHRIS DAVE, batteria
CASEY BENJAMIN, sax/keys
Robert Glasper, giovane e acclamato pianista americano, classe '78, è nato a Rochester, sull'Ontario, ma ha passato gran parte della sua infanzia a Houston, per poi trasferirsi a New York. Fu educato musicalmente dalla madre, pianista in chiesa per accompagnare i cori gospel ed in club per suonare jazz. Robert stesso a 12 anni suonava il piano in chiesa, esperienza da lui riconosciuta come decisiva nella formazione artistica e spirituale.
Seguirono buoni studi prima alla Houston High School for the Performing Arts (dove era passato anche Jason Moran) poi alla New School University di Manhattan. Fu in quel periodo che Robert cominciò a suonare ad alti livelli: fra i suoi compagni d’arte, Christian McBride, Russell Malone, Kenny Garrett, Mark Whitfield, Nicholas Payton, Roy Hargrove, Terence Blanchard, per cui ha suonato l'hammond e il fender rhodes in Bounce (Blue Note, 2003), Carmen Lundy con cui si è esibito al leggendario Ronnie Scott's di Londra e al teatro Madrid di Los Angeles e perfino, sul versante del pop, Carly Simon. La partnership con Bilal portò Glasper a guardare anche all’hip hop.
Nel 2003 uscì il primo cd di Robert, Mood, per una piccola etichetta indipendente. Nello stesso tempo in cui per lui si aprono le porte dei locali di New York più importanti arriva il suo debutto discografico in Blue Note con Canvas, in cui oltre che dell'auspicio della voce di Bilal, già presente anche in Mood, si avvale per due brani della collaborazione di Mark Turner. Seguono, sempre per l’etichetta Blue Note nel 2007 In my Element e nel 2009, Double Booked, che ricomprende due progetti che rappresentano anche le due anime di questo pianista: The Robert Glasper Trio, in cui il Glasper “acustico” regala momenti di intenso lirismo; The Robert Glasper Experiment, che vede invece l’uso di interludi narrativi, campionamenti, etc., e dove il giovane pianista incorpora e reinterpreta la lezione ricevuta dall’hip pop e dall’elettronica.
Secondo molti critici, il suo debutto merita la stessa attenzione che si presta ai trii pianistici contemporanei più stimati come quelli di Jason Moran, Brad Mehldau, Bill Charlap.
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